NAPLES INTERNATIONAL TANGO FESTIVAL

Descrizione

SALONE MARGHERITA

che deliziarvi non solo la mente e gli orecchi, ma anche gli occhi, oh gli occhi soprattutto…”. In realtà vi era stato un precedente al palazzo Berio di Toledo sebbene, a dispetto di questi, il Salone Margherita fu il primo in Italia ad esibire le ballerine del can can.  L'idea fu vincente e ricalcò totalmente il modello francese, persino nella lingua utilizzata: non solo i cartelloni erano scritti in francese, ma anche i contratti degli artisti e il menu. I camerieri in livrea parlavano sempre in francese, così come gli spettatori. Gli artisti, poi, fintamente d'oltralpe, ricalcavano i nomi d'arte in onore ai divi e alle vedettes parigine. Il cafè-chantant che nasce con l’inaugurazione del Salone Margherita, una settimana dopo l’apertura della Galleria Umberto I, diverrà in breve il cuore pulsante della cultura e della mondanità cittadina. Il nuovo locale occuperà gli spazi sotterranei ed ottenne in breve lasso di tempo un successo internazionale, grazie al coraggio imprenditoriale dei fratelli Marino, che sul loro palcoscenico fecero sfilare le più celebri vedettes internazionali, come la Bella Otero o Cleo de Mérode, alle quali si affiancarono non meno brave ed affascinanti prime donne indigene, che, pur sfoggiando modelli e pseudonimi francesi, in onore del paese dove era nato quel tipo di spettacolo, erano originarie del Vasto o del Pallonetto.

 

Solitamente gli spettacoli, che avevano inizio alle 21:00, erano presentati in successione, con un intervallo tra primo e secondo tempo del susseguirsi di rappresentazioni. Solo verso la fine del primo tempo qualche personaggio noto appariva in scena, ma il clou era raggiunto al termine, quando lo chansonnier eseguiva il suo numero.

 

Intanto vi furono altri locali che imitarono il Salone quali il “Circo del Varietà” a via Chiatamone, il "Gambrinus", “L'Eldorado” a Santa Lucia che assolveva al medesimo tempo di stabilimento balneare e di caffè chantant. In questo periodo la città pullulava di spettacoli e nel Salone si esibiva Nicola Maldacea noto per aver diffuso il genere della “macchietta” cioè di brevi passi in prosa accompagnati da stacchetti musicali.

 

Il 1898 fu l'anno del cinematografo che fu installato prima in una sala apposita, la “Sala Recanati”, in Galleria e poi successivamente fu possibile ammirarlo anche nel Salone.

 

Nel primo dopoguerra, quando l'inizio della sceneggiata e la fine della Belle Epoque ebbero un periodo di crisi, iniziò il declino del Salone Margherita, che intanto era diventato il quinto cinema della zona Galleria Umberto. Negli anni ’70 fu visto come luogo di perdizione con avanspettacoli e balletti, non più votati all’eleganza, che portarono alla sua chiusura nel 1982. Con l’acquisto della struttura da parte della famiglia Barbaro, il Salone Margherita sta tornando un po’ alla volta a risplendere. Ora si accede da uno scalone a via Verdi e la domenica sera si può accedere a magiche serate di tango, ben lontano dallo spregiudicato can can di fine Ottocento.

 

Oggi il Salone Margherita dispone di 250 mq di pista da ballo con audio professionale e sistema di illuminazione per una migliore esperienza visiva e acustica.

 

PARKING

CONVENZIONE PARCHEGGIO BUONO h24 – MOLO BEVERELLO 5 minuti a piedi.  IL parcheggio Buono è situato all'ingresso del Molo Beverello (attracco aliscafi). Attraversare Via Acton e prendere il ponte in lengo che costeggia il Maschio Angioino, seguire il percorso fino a Piazza Municipio, attraversaree prendere Via S. Brigida, svoltare a sinistra e l'ingresso del Salone Margherita è a pochi metri. Costo 5€ fino a chiusura della milonga.

 

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Il Salone Margherita di Napoli è un famoso cafè-chantant risalente al 1890. Nacque per idea dei fratelli Marino di Napoli sulla scia del successo dei cafè-chantant francesi di Mouline Rouge e Folies Bergere in Parigi e grazie alla mediazione del sindaco della citta', fu deciso di inserire l'idea nel progetto della nuova Galleria Umberto I.

Fu inaugurato il 15 novembre 1890 alla presenza della créme cittadina: principesse, contesse, uomini politici e giornalisti come Matilde Serao presenziarono alla prima del nuovo locale che divenne il simbolo della Belle époque italiana. Poco dopo la serata di gala, Matilde Serao scrisse: “Chi può mai enumerare le belle sorprese di questo ritrovo alla moda? Tutte le sere c’é da stordirsi, in vero, e si deve solo alle molteplici e gaie attrattive se il pubblico vi accorre numeroso. Correte tutti al Salone Margherita e troverete davvero di che rinfrancarvi lo spirito, di

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